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Lazio, Roma

Insegnamento dell'italiano in ambito formazione religiosa / teologia.

 

26/12/2011

di dove sei? quanti anni avevi quando hai fatto questa esperienza?
Sono abruzzese, ma vivo e lavoro a Roma. Avevo 29 anni quando ho fatto questa esperienza per la prima volta.
in quale paese / città hai lavorato?
Roma
dove hai lavorato?
Istituzione religiosa (Collegio Pontificio)
per quanto tempo ci hai lavorato? perché hai lasciato il lavoro?
5 settimane. Non ho lasciato il lavoro, semplicemente il contratto aveva la durata del corso commissionato
qual era il tuo incarico?
Insegnante
che tipo di contratto avevi?
Collaborazione a progetto
quante ore lavoravi alla settimana? di queste, quante le ore di insegnamento in classe?
Se contiamo anche le ore di lavoro in "officina", tutto il giorno. Le ore in classe erano 20 alla settimana (4 ore mattutine x 5 giorni), più circa 10-15 variabili (2-3 ore pomeridiane di individuali e tutoraggio x 5 giorni)
riuscivi a vivere solo del tuo stipendio?
che tipo di agevolazioni ti hanno offerto per
alloggio: rimborso / viaggio: solo assistenza / trasporto locale: solo assistenza
come hai trovato questo lavoro? eri già in loco?
Sono stata contattata dall'Istituzione, che aveva avuto i miei recapiti da una mia collega che non aveva potuto accettare l'incarico.
che qualifiche hanno richiesto per l'assunzione?
Laurea in ambito umanistico + specializzazioni nel settore (io avevo la certificazione Ditals II livello e una Scuola di Specializzazione in corso)
le caratteristiche degli studenti?
Fascia di età: 20-30 anni
Nazionalità: tedesca, austriaca, ungherese, croata, danese.
Solo uomini: seminaristi pontifici studenti di teologia e di filosofia
perché studiavano italiano?
Studiavano l'italiano perché avrebbero dovuto, a breve distanza dal loro arrivo in Italia, sostenere il test di lingua necessario per l'ammissione alla Pontificia Università Gregoriana, dove avrebbero frequentato i corsi del I ciclo di studi in teologia. Tutti loro arrivano generalmente in Italia senza aver mai studiato prima la lingua e devono raggiungere in poco tempo almeno un livello B1, livello richiesto dalla Gregoriana.
i loro problemi specifici? e i loro punti di forza?
Il principale problema comune era legato alla specifica situazione di apprendimento, che avviene tradizionalmente in uno stato di completo isolamento dal contesto italofono. Il corso si tiene ogni estate presso la residenza estiva dell'Istituzione, in campagna, senza alcun contatto con parlanti nativi al di fuori dell'insegnante. Inoltre, la lingua ufficiale dell'Istituzione è il tedesco, lingua parlata nella comunità da tutti i suoi membri. Pur svolgendosi in Italia, il corso si caratterizza dunque per alcuni tratti propri piuttosto dell'apprendimento all'estero: l'italiano non è la lingua degli scambi comunicativi quotidiani, l'esposizione all'input è limitata alle ore di lezione in classe e alle interazioni quotidiane fuori dall'aula con l'insegnante, che vive con loro durante le 5 settimane del corso, e il contatto diretto con la cultura del territorio è praticamente assente. Maggiori problemi hanno in genere gli studenti non tedeschi, in quanto sono chiamati a studiare contemporaneamente il tedesco e l'italiano e dominare quindi due codici stranieri per sopravvivere nella comunità.
I principali punti di forza sono legati alla loro familiarità con l'apprendimento delle lingue, alla loro attitudine allo studio e ad una grande vivacità intellettuale. La conoscenza delle lingue classiche (latino per tutti, greco per alcuni) costituisce un vantaggio per alcuni aspetti, ma uno svantaggio per altri, in quanto gli studenti sono spesso legati al paradigma di studio di queste lingue e dunque favorevoli a una didattica di tipo frontale e centrata su un approccio grammaticale-deduttivo. Vivono l'ossessione della pronuncia, che pretendono perfetta fin dai primi giorni, e vanno energicamente sensibilizzati a una diversa considerazione del trattamento generale dell'errore e della sua natura.
un ultimo commento? rifaresti l'esperienza?
Ho ripetuto l'esperienza l'anno successivo e la ripeterò per la terza volta l'estate prossima. Gli studenti sono giovani pieni di energia, ironia e entusiasmo, in classe si lavora bene e in un clima di profonda serenità, forse dovuta all'atmosfera tipica di questi ambienti ma comunque autentica e coinvolgente, preziosa durante le ore di lavoro insieme. Il rapporto con l'Istituzione è buono, tutte le attrezzature che richiedo (videoproiettore, lucidi, tv, lettore dvd, etc.) sono messe a mia disposizione piuttosto facilmente, posso fare quotidianamente tutte le fotocopie o stampe che desidero, senza limiti (fatto non irrilevante...).
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Annalisa

Commenti (2)

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moryama 26/12/2011 19:48
Esperienza interessantissima, Annalisa! Tra le tante cose che mi incuriosiscono, comincio con quella più immediata e tecnica: usi dei materiali specifici per il corso? Come ti arrangi per la programmazione?
Annalisa Di Salvatore 09/01/2012 09:52
Ciao moryama,
mi scuso per il ritardo nella mia risposta.
Mi piacerebbe proprio tanto parlare a lungo e confrontarci, ma per adesso ti rispondo con queste righe buttate giù in fretta, che sono meglio di niente.
Per quanto riguarda i materiali didattici, l'istituzione suggerisce ogni anno l'adozione di un manuale, che nel 2010 è stato "Parla e scrivi" di E. Jafrancesco e nel 2011, concordato con me, "Gramm.it" del Gruppo CSC. Ciò è indispensabile agli studenti, che sono particolarmente legati al "libro di grammatica". Per questa ragione, ho utilizzato il manuale a mo' di fil rouge del corso, che però si è basato su una dispensa di materiali allestiti da me e che in effetti è stata usata come il principale strumento di lavoro. Gli studenti sono abituati a ricevere all'inizio di ogni in contro un fascicolo di fogli di lavoro che è un set combinato di materiali grigi e qualche fotocopia tratta dai più noti manuali e testi in commercio (es. Un giorno in Italia, Domani, I verbi italiani, Percorso Italia, Canta che ti passa, L'italiano di Dio, etc... la lista è lunga), il tutto confezionato in base agli obiettivi del giorno e ritagliato sulle esigenze degli studenti e sul loro stile di vita. Mi piacerebbe poter dare il mio contributo fornendo un esempio di lezione creata da me, mi dirai come fare per poterla eventualmente pubblicare. Allo stesso modo mi piacerebbe poter confrontare il mio modo di lavorare con quello di altri insegnanti che si sono trovati a lavorare con questo particolare profilo di studente.
Per quanto riguarda la programmazione, l'istituzione naturalmente non entra nel merito del lavoro e mi lascia completamente libera di agire come credo, purché l'obiettivo prestabilito venga raggiunto (almeno un livello B1 e il conseguente superamento del test di ammissione all'Università Gregoriana). Ciò è stato particolarmente impegnativo la prima volta, in quanto non riuscivo a rendermi conto chiaramente della mole di lavoro e del tempo a disposizione (108 ore di corso), tuttavia ce l'abbiamo fatta! La seconda volta è andata ancora meglio. Prima del corso cerco di stendere l'intera programmazione, dandomi degli obiettivi settimanali come puntelli (es. livello A2 entro le prime 40 ore, B1 entro 80 ore, infine consolidamento e rinforzo, con "iniezioni di B2", nelle restanti 28) e seguendo alcuni dei principali sillabi di riferimento (ad es. quello creato dall'Università per Stranieri di Siena, dove mi sono formata), tenendo poi il Quadro Comune Europeo come Bibbia personale sul comodino! :-)
Giornalmente rivedo la programmazione in base all'andamento delle lezioni e alle risposte degli studenti, aiutando quelli più in difficoltà negli incontri di supporto (preziosissimi) riservati al pomeriggio. La disomogeneità di livello che si crea dopo la prima metà del corso è spesso grande e quello che cerco di fare è di accompagnare ogni studente verso il raggiungimento di un traguardo personale, al di là dell'ansiogeno obiettivo comune del superamento del test universitario.

Sto scrivendo di questa esperienza contestualmente alla tesi conclusiva della Scuola di Specializzazione a Siena, mi piacerebbe in futuro riprenderne un estratto e ricarvarne qualche articolo. Se anzi sai come suggerirmi idee o colleghi con cui scambiare riflessioni, te ne sarò grata. Il tuo sito è uno scrigno prezioso e se tutti gli insegnanti che conosco mettessero a disposizione il proprio lavoro come fai tu, il mondo degli insegnanti di italiano per stranieri sarebbe più bello!

A presto,
Annalisa