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Interrompimi! (ovvero: combattere l'effetto bambola)

Un esercizio per allenare gli studenti a intervenire in modo naturale in una conversazione con un parlante nativo.

 

Per l’esercizio “Interrompimi!” vai a fondo pagina.

 

L’effetto bambola.

Ti è mai capitato?

Passa il fine settimana e lunedì rivedi il tuo studente. Alla sua domanda “Cos’hai fatto di bello?” tu cominci a raccontargli un po’ quello che hai fatto… e mentre parli noti che lui si spegne e non dà segni di vita: non dice niente, ti ascolta immobile, a volte con gli occhi fissi sulle tue labbra (da qui il bizzarro effetto bambola dallo sguardo assente). E ti prende quel certo disagio… la sensazione di parlare da solo. E, da persona sensibile quale sei, cominci a chiederti quale sia il motivo di questa non-partecipazione, considerato che lo studente ha un livello più che adatto a questo tipo di chiacchiere.

 

Perché succede?

Il fatto di non intervenire nel discorso dell’interlocutore – cosa che accade in una normale conversazione in LM – può avere diversi fattori, che potrai immaginare. Per dirne alcuni:

  • il senso di inadeguatezza riguardo al proprio “livello di italiano”
  • il timore che interrompere sia scortese (diffuso specialmente tra gli studenti asiatici)
  • la necessità di concentrarsi al 100% per paura di perdere un’informazione importante
  • a volte, in uno scambio tra insegnante e studente, l’idea che interloquire con un “insegnante” significa ascoltarlo in silenzio

Come vedi i fattori dietro a questo comportamento possono essere negativi: inadeguatezza, timore, paura e false credenze.

 

Quali sono le conseguenze?

Per me, che sono insegnante, questo atteggiamento di ascolto passivo è sintomo che dobbiamo lavorare di più su certe cose come l’interazione, la fluenza, i segnalatori di attenzione (quelle paroline magiche tipo ma dai!, davvero?). Ma quando la conversazione avviene con un parlante nativo qualunque, che non insegna lingue straniere, l’effetto-bambola si riveste di un significato culturale e sociale forte.

In genere tra italiani è considerato normale – o anche un segno di genuino interesse – interrompere l’interlocutore e inserirsi nel suo discorso, fino ad accavallare le voci, in quel modo che a molti stranieri appare impetuoso o magari “prepotente”.

Quando uno straniero ascolta senza mai intervenire, corre due rischi:

- il primo rischio è che il suo silenzio sia frainteso per disinteresse (“Non mi dice niente, perché non mi sta ascoltando”).

- il secondo rischio è che il silenzio sia interpretato come incomprensione (“Non mi dice niente, perché non mi capisce”)

 

Come insegnante, devo intervenire?

Se il mio studente è quieto e discreto di natura, non vedo perché dovrei insistere per trasformarlo in un animale da talk-show. Ma informarlo di come funziona il turno di parola tra italiani, e aiutarlo a esprimersi al meglio, fa parte del mio lavoro.

Insomma, è importante che il mio studente colpito da effetto-bambola si alleni almeno un po’ a mantenere in equilibrio la conversazione con domande, commenti, esclamazioni. Per mostrare cortese interesse verso gli altri e per comunicare: “Ho capito, ti sto seguendo”.

 

Una piccola attività: Interrompimi!

In questo semplice esercizio ci si allena a intervenire nel discorso altrui facendo domande e commenti. I due partecipanti A e B possono essere studenti, oppure un insegnante e uno studente.

B racconta qualcosa - ad esempio il proprio fine settimana - in un tempo limite - ad esempio 2 minuti. Nel frattempo, A deve cercare di interrompere B facendo commenti e ponendogli domande pertinenti. Se entro il tempo limite B non riesce a concludere il suo racconto, ha vinto A. Alla fine scambiate sempre i ruoli.

Si può raccontare il proprio fine settimana, ma anche una giornata qualunque, una favola, una storia di cronaca, l'episodio di una vacanza, la trama di un film, l’ultima lezione di italiano, …

Sottolineo il fatto che le domande devono essere pertinenti all’argomento e, man mano che le abilità dello studente migliorano, devono affinarsi in base alla formalità del contesto, al registro, alle strategie comunicative, ecc.

E tu, hai altri esercizi per allenare gli studenti vittime dell'effetto bambola? :)

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