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Lotta a due.

Una tecnica multi task che associa sforzo fisico a produzione orale.

 

Il titolo spiega tutto: è una tecnica da usare in coppia e si tratta effettivamente di una “lotta fisica”.

Si associa uno scambio di battute (ad es. domanda/risposta) ad una spinta fisica verso l’altro.

La posizione.

Le due persone sono in piedi una di fronte all’altra. Come in uno specchio, alzano le braccia e mettono entrambe le mani palmo contro palmo. Le dita vanno incrociate, in modo che la presa sia abbastanza ferma. A questo punto, comincia lo scambio orale. Parlando, ognuno deve cercare di spingere indietro l’altra persona, puntando i piedi e facendo leva con le braccia.

Naturalmente è necessario:

  • avere uno spazio abbastanza ampio a disposizione
  • controllare che le forze dei due partecipanti siano/vengano calibrate
  • chiarire che non bisogna spingere con violenza (fare un esempio)
  • definire eventuali regole (tempo limite, parola d’ordine per fermare tutto)
  • assicurarsi che il pubblico sia quello giusto :)

 

Quando usarla.

E’ una tecnica adatta per portare un po’ di ossigeno nel test grammaticale (ad es.: uno dà l’infinito e l’altro risponde con il participio irregolare) o per rendere più divertente il lavoro su una lettura (ad es. uno legge delle domande alla lavagna e l’altro cerca di rispondere). In generale, può vivacizzare qualunque aspetto ormai trito e ritrito (che però avete ancora bisogno di praticare). Ricordiamoci che il movimento manda il sangue in circolo e ravviva il cervello! ;)

Ma forse l’uso più proficuo è proprio con gli scambi comunicativi come piccoli dialoghi o interviste, perché sfrutta al massimo il principio del “multi task”, cioè dedicarsi a due compiti di natura diversa nello stesso momento.

Puoi proporre una serie di domande da scambiarsi (che puoi scrivere per comodità alla lavagna) o lasciare libertà di dialogo, decidendo solo un tema specifico. In ogni caso, rispondere contemporaneamente a due stimoli, linguistico e fisico, può far abbassare le barriere che a volte bloccano certi studenti nella produzione orale (la paura di fare errori, l’automatismo della traduzione dalla lingua madre, la ricerca infinita della parola giusta che non arriva, ...).

La mia esperienza.

Non si può certo proporre tutti i giorni, né a chiunque, ma al momento buono e con le persone giuste potrebbe rivelarsi una tecnica spassosa ed efficace.

Io l’ho usata qualche volta, ed era amatissima, con una studentessa individuale adolescente che ho seguito per tre anni (da 13 a 16, era una ragazzina poco sportiva, esuberante mentalmente ma non fisicamente). Penso che si possa proporre anche in un gruppo, quindi come pratica tra studenti, con le dovute precauzioni.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensate e, se qualcuno vuole provarla, fatemi sapere come va con un commento qui sotto :)

Commenti (2)

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Annalisa Di Salvatore 09/09/2012 15:02
Ciao moryama,

è la terza o quarta volta che rileggo quest'attività, che mi stuzzica tanto eppure non mi convince del tutto. Non l'ho mai provata, a intimorirmi è proprio la questione del pubblico giusto. Io lavoro soprattutto con giovani universitari tra i 20 e i 30 anni che studiano l'italiano prevalentemente per scopi accademici e temo che la proposta del contatto fisico possa suonare imbarazzante, o più semplicemente inutile rispetto al fare la stessa cosa in coppie ma senza la lotta a due. Non è l'idea di imparare giocando, quella piace sempre, ma l'idea di un gioco in cui ci si spinge a vicenda, a lasciarmi qualche dubbio. Bisogna saper tornare un po' bambini, per poterlo fare. A me, per esempio, piacerebbe farlo se fossi in un corso di lingua e l'insegnante me lo chiedesse, ma confesso che avrei anche bisogno di conoscere già abbastanza bene i miei compagni di studio per sentirmi a mio agio.
Non so...
moryama 18/09/2012 16:58
Sì sì, Annalisa, capisco benissimo i tuoi dubbi. Io non mi sarei trovata a mio agio se me l'avessero proposta i vari insegnanti di lingue che ho avuto, testa a testa. Forse avrei accettato di farla con alcuni compagni di scuola con cui ero più in confidenza, ma già meno ad esempio con quelli di università. Più che altro credo che mi sarei imbarazzata per l'intreccio di mani.
La spinta in sé alla fine risulta abbastanza leggera, se partecipa almeno un adulto, e si finisce per spingere contemporaneamente, quindi nessuno "soccombe" realmente sotto la pressione dell'altro. Comunque sì, è una cosina un po' particolare da provare al momento giusto :)
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