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Appunti: Come organizzare un club.

Appunti in movimento su come organizzare e far funzionare un club di conversazione, di lettura, o di altro tipo.

Queste sono indicazioni generali utili a creare e organizzare un “club”, non importa se di lettura, conversazione o altro.

Parliamo di quegli incontri extracurricolari in cui un gruppo di persone - che studiano/hanno studiato italiano - si ritrovano regolarmente e volontariamente per condividere le proprie conoscenze e approfittare di quelle altrui. Noi insegnanti qui siamo più che mai dei consulenti/organizzatori/conducenti e non interveniamo più di tanto.

Attenzione! PAGINA IN METAMORFOSI

Non avendo esperienza in questo campo, sto cercando di riordinarmi le idee e questi sono i miei personali appunti del momento. Se riuscirò a farmi un po' di pratica (speriamo) mi riservo di aggiungere, cancellare, riscrivere, spazzare via tutto :) Se qualcuno con esperienza ha voglia di dare una mano... i commenti sono a fine pagina.


LE CARATTERISTICHE DI BASE DEL CLUB

=> Quale sarà il numero dei partecipanti?
=> Dove si svolgeranno questi incontri?
=> Quanto durerà ogni incontro? E con che frequenza?
=> Qual è l'orario giusto?
=> Potranno partecipare persone di diversi livelli?
=> Potranno partecipare persone esterne alla scuola?

INIZIARE A FORMARE IL CLUB

=> Diffondere la proposta
=> Il primo incontro
=> Incoraggiare una partecipazione costante

LE CARATTERISTICHE DI BASE DEL CLUB


Quale sarà il numero dei partecipanti?

  • Mi pare che l'ideale sia tenersi sul piccolo: minimo 2 o 3, massimo 8 persone. Con gruppi più numerosi, ci si può organizzare in modo che le persone lavorino in mini gruppi autonomi. Certo che partendo con una combriccola ben nutrita, è più facile sperare che il club compia almeno due mesi :) Qualunque numero si scelga mi sembra utile dichiararlo tra le regole.

 

Dove si svolgeranno questi incontri?

  • La scuola dovrebbe fornire uno spazio adeguato, anche fosse una classe qualunque. Personalmente credo sia importante creare un ambiente diverso da quello dei regolari “corsi di italiano”: si può fare con un po' di creatività e in base allo spazio concesso. Il massimo, col bel tempo, sarebbe potersi incontrare all'aperto (parco, giardino, tavolini del bar). E' da valutare anche il bar/caffetteria al chiuso, ma solo se è un posto tranquillo (e ci si può accordare con il locale per avere uno sconto).

 

Quanto durerà ogni incontro? E con che frequenza?

  • In generale, ho idea che una volta alla settimana basti per gran parte delle persone. L'incontro non deve essere troppo breve, se no chi viene da fuori si fa prendere dalla pigrizia (“non ne vale la pena”). Forse un paio d'ore possono soddisfare tutti: suona come una cosa seria, ma non impegnativa quanto un laboratorio di 5 ore. Eventualmente, si potrebbero istituire degli incontri extra, ad esempio una volta al mese: per tirare le somme sul lavoro fatto o per fare insieme al gruppo qualcosa di speciale (una gitarella, una pizzata, o altro).

 

Qual è l'orario giusto?

  • Ovviamente, quello più comodo per la maggior parte dei partecipanti. Non si troverà mai un orario e un giorno buoni per tutti: bisogna entrare nella logica del “soddisfare i più” - o meglio ancora: soddisfare quelli che promettono di essere i più fedeli. Appuntamenti troppo mattinieri o la sera tardi dopo un po' scoraggiano anche i migliori. A grandi linee, la sera dopo le 18.00 e il weekend sembrano i più papabili. Ma sicuramente dipenderà dall'ambiente in cui ci si trova e dal pubblico. Un sondaggio tra gli iscritti sembra utile, anche se c'è sempre il rischio che il risultato finale dia ragione alle esigenze di persone che poi, magari, saranno le prime a mollare.

Potranno partecipare persone di diversi livelli?

  • Solito dramma. In alcuni casi i nostri “amministratori” - che non ne sanno di didattica, perché non è il loro lavoro – ci chiederanno di organizzare un gruppo per tutti senza distinzioni di livello... nientemeno che un'allegra festicciola. E' chiaro che i partecipanti avranno diverse competenze, come natura vuole, ma bisognerà suggerire con garbo dei confini (ad esempio, da pre-intermedio a intermedio, oppure dal corso 3 al corso 5, ecc.). Eviterei di proporre dei test, e lascerei la responsabilità e la decisione direttamente ai singoli partecipanti.

 

Potranno partecipare persone esterne alla scuola?

  • Questo dipenderà dalla natura dell'istituto ospitante (scuola pubblica/privata/...) e del club stesso (gratuito, a pagamento, riservato ai corsisti ecc.). Certo, nel caso si prevedano difficoltà a costituire un numero minimo di partecipanti, perché non aprirsi anche al pubblico da fuori?

 

INIZIARE A FORMARE IL CLUB


Diffondere la proposta

  • Spargere la voce che aprirà questo favoloso club :) Parlarne a tutti i propri studenti che rientrano nel "target" e a quelli dei colleghi. Distribuire volantini o mandarli tramite mailing list. Volendo fare le cose in grande si può preparare un espositore tutto colorato con immagini e sistemarlo in qualche luogo di passaggio (reception, bar, macchinette del caffè). Preparerei qualcosa che attiri un po' l'attenzione e incuriosisca, ma senza rivelare troppo... giusto per creare la suspense.
  • Appendere bene in vista un foglio per le iscrizioni che presenti: data del primo incontro, breve descrizione del club e un email di contatto per info. Forse è meglio non indicare il luogo: sarà un'informazione dell'ultimo minuto, così ci sarà una “scusa” per ricontattare gli iscritti e ricordargli l'appuntamento :) Gli iscritti dovranno lasciare nome, cognome e contatto email o tel.

 

Il primo incontro

  • Definire la data per un primo incontro introduttivo, durante il quale ci si presenta tutti, si spiega la natura e lo spirito del club e si raccolgono richieste e proposte.
  • Decidere tutti insieme le regole valide per gli incontri. Ad esempio: si parla solo italiano / si può usare il dizionario / si può portare da mangiare / si possono invitare persone esterne alla scuola o meno, ecc... in base alle esigenze.

 

Incoraggiare una partecipazione costante

(questa finora è la parte più carente per me, non avendo esperienza diretta :)

  • Ogni incontro potrebbe avere un “segretario” o “guida” responsabile della gestione e/o di determinati compiti. Ogni volta si deciderà chi sarà incaricato per l'incontro successivo.
  • Fare in modo che ogni incontro non sia concluso e “indipendente”. Insomma, si potrebbe ogni volta dare inizio a qualcosa di esaltante che resterà in sospeso fino alla volta successiva... (telenovela docet). Ad esempio, se si tratta di un club di conversazione a tema, ogni volta si dedicherà un'ora al tema aperto la volta precedente, e un'ora ad un nuovo tema che verrà ripreso la volta successiva (così anche chi fosse stato assente la volta prima può comunque inserirsi nel nuovo tema).
  • Lavorare “a cicli”. Ricominciare un nuovo ciclo ogni tot di tempo - ad esempio ogni 2/3 mesi. Questo permette di avere un ricambio di partecipanti: le nuove leve possono entrare senza fatica, cominciando ex novo. Inoltre dà anche un'idea di progresso.
  • Fare in modo che i partecipanti siano in contatto tra loro (se uno non viene, avverte).
  • Mettere a disposizione una cassettina per i suggerimenti. Lo so, è un po' un 'americanata... però la maggior parte di noi non se la sente di fare critiche o proporre cambiamenti, specie se si tratta di un "servizio gratuito". Invece queste osservazioni sono indispensabili per chi organizza. Allora una cassetta a disposizione, magari posizionata non “proprio lì” ma altrove, può dare qualche frutto.
  • Coinvolgere il più possibile tutti nella scelta dei temi per gli incontri futuri e nella gestione del club.

 

Infine... dotarsi di santa pazienza, perché ho idea che queste cose ci mettano un po' ad ingranare. Bisogna fare in modo che ogni incontro sia diverso dagli altri e che ogni volta le persone si portino a casa qualcosa di utile per il loro italiano. Facile a dirsi, no?

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