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Raccontare i sogni

Due attività sul tema dei sogni, utili anche per praticare l'imperfetto. Da un livello pre-intermedio in poi.

 

Queste due attività riguardano i sogni.

Nella prima i ragazzi vengono guidati a raccontare il proprio sogno (serve per consolidare i tempi del passato, io nelle fiches suggerisco l'imperfetto ma si può aggiungere anche il passato remoto!).

Nella seconda lezione (la volta dopo) a coppie preparano un dialogo dottore/paziente in cui usano il materiale (il racconto del sogno) che avevano prodotto la volta precedente. Viene carino!

Io l'ho fatto in un liceo francese in una Première Langue vivante 3 (ovvero alunni di 15-16 anni, al secondo anno di italiano).

1. Raccontare i sogni.pdf

2. Role play - L'interpretazione dei sogni.pdf

 

Commenti (6)

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moryama 17/02/2011 10:47
Grazie per le attività, credo che le proverò presto: con un gruppo stiamo giusto cominciando a vedere i primi imperfetti.
Ho una domanda.
Nell'attività RACCONTARE I SOGNI > esercizio 1 VOCABOLARIO, ci sono degli spazi liberi tipo questo: ......=......

Servono per aggiungere altre parole connesse al tema sogni, giusto? Usi qualche tecnica particolare per elicitare altro vocabolario, o lasci solo gli studenti liberi di scrivere quello che gli viene in mente?
Margherita mazzocchi 29/06/2011 07:35
Molto interessante sicuramente a settembre sarà il primo esercizio per ripassare un pò, grazie!
puntini 21/11/2012 14:03
Ciao! l'attività mi è piaciuta, così ho deciso di adattarla ad un livello più elevato e per un gruppo di adulti.
Ecco come ho fatto: breve ripasso delle forme dell'imperfetto e con la presentazione di uno schema riassuntivo sull'uso corretto dell'alternanza tra passato prossimo e imperfetto. Durante questa prima fase, ho tenuto in bella mostra i foglietti e le forbici, per rassicurare gli studenti sul fatto che non si tratti di una lezione unicamente dedicata alla grammatica.
Dopo l'introduzione teorica, si propone di passare ad un'attività che permetta di esercitarsi su quanto si è appena rivisto.
In precedenza occorre aver stampato e ritagliato le schede del lessico.
Le si distribuisce agli studenti che devono riempirle. Nelle schede viene indicata un'azione, sotto a cui occorre riportarne altre due legate a essa. Si deve specificare che si può spaziare con la fantasia. Le altre caselle della tabella devono essere riempite con due sentimenti da associare all'azione e con un consiglio per eseguire l'azione. Questa prima parte permette di lavorare il vocabolario (sicuramente ci sarà qualche parola sconosciuta tra quelle proposte) sia allo scritto che all'orale. Occorre tacere l'utilizzo che si farà delle schede, in modo da creare suspence e, soprattutto, permettere di scrivere liberamente.
A questo punto, si divide la classe in coppie (si può fare facendo pescare dei bigliettini numerati, ad esempio) e si distribuisce la fotocopia con le istruzioni per il gioco.
Si legge, una frase a turno, la fotocopia e ci si assicura che gli studenti abbiano capito chiaramente le regole del gioco.
In precedenza, si è provvisto a stampare la lista delle azioni e a metterle, tagliate in fogliettini, chiuse in una scatola.
Le schede delle azioni riempite (ma non corrette!) saranno riunite in una cartellina, che sarà il dossier dello psicoanalista.
Ogni coppia, a turno, sceglie un componente che faccia da psicoanalista e un altro da paziente. Il paziente ha quattro minuti in cui dovrà inventare un sogno a partire da un fogliettino che pescherà nella scatola. Nelle frasi, naturalmente, l'obiettivo sarà quello di usare il passato prossimo e l'imperfetto. Se non trova più idee per raccontare il suo sogno, può pescare un altro foglietto.
Lo psicanalista deve segnarsi gli elementi raccontati dal paziente nel sogno e guardare nella cartellina le schede. A partire da quanto indicato, deve inventare un'interpretazione del sogno, senza limiti di tempo. Così facendo, si correggeranno le schede da eventuali errori. Si può poi discutere dell'interpretazione.
Finito, il turno passa ad un'altra coppia che fa lo stesso.
Alla fine, se si vuole, si possono contare i foglietti usati da ciascuna coppia e dichiarare vincitrice quella che ne ha usati di meno (perché, in quel caso, è stata in grado di inventare frasi e racconto senza il bisogno dell'aiuto esterno). Ciò dovrebbe permettere di esercitarsi sull'interazione (si richiede che il paziente e lo psicanalista si salutino, etc) e di creare delle storie semplici usando un vocabolario reale e quotidiano (ho messo azioni come dimenticare i biglietti del treno, essere su un autobus con un autista pazzo, mangiare degli spaghetti cattivi al ristorante, etc) al passato senza però avere la pesantezza di dover parlare di qualcosa di troppo personale (il che, spesso, blocca).
L'ho provato con due gruppi di livello A2/B1 di adulti, i primi (con i quali lavoro da settembre) hanno meno l'abitudine dell'interazione orale e hanno faticato un pochino (fermandosi a frasi piuttosto semplici), con i secondi (con cui lavoro da tre anni) è stato possibile fare qualcosina di più elaborato.

I feedback, però sono stati piuttosto negativi! Soprattutto, con il secondo gruppo, c'è stata una persona in prova (quindi era la prima volta che veniva al corso, io, però, purtroppo non ero stato avvertito) che non ha affatto apprezzato, dicendo che, lei che è prof d'inglese, non farebbe mai una cosa del genere, le ricorda troppo la scuola, scrivere delle parole inventando delle situazioni assurde è un esercizio a tempo perso, e poi è troppo difficile chiedere di inventare qualcosa, che anch'io avrei avuto difficoltà fossi stato al loro posto, etc. Insomma, sebbene penso che non siano critiche completamente fondate, capisco che non è una delle attività più appassionanti! Ho lasciato quindi l'attività a metà, passando ad un'altra sull'imperfetto/forma impersonale e nessuno si è lamentato ne' mi ha chiesto di continuare...
Mi spiace perchè ci avevo passato del tempo (ho preparato delle schede e tutto, pensavo di metterle online, ma non ne vale la pena visti i risultati)...
Peccato!
Iunicoco 10/01/2013 09:55
A me invece mi e parsa molto interessante quest' attivita'. Grazie mille per l'idea, provero' con i miei studenti:)
originalbabygansta 07/09/2016 10:17
ho sognato che ero ad una festa con un tipo mai visto nella vita reale di nome roberto,abbiamo iniziato a baciarci intensamente e a toccarci,siamo andati su una stanza,e io mi sono seduta su di lui a gambe aperte col mio bacino sul suo e sentivo la sua erezione pulsare. sono venute due mie amiche delle elementari a vedere cosa stessimo facendo e io gli ho detto di andarsene. lui poi mi fa 'posso farlo'? intendendo di farmi un ditalin0 e io gli dico di no perchè non me la sento. così lui se ne va e mi lascia sola. che significa? che vuol dire?
Annalisa 13/06/2018 16:05
L'ho usato ieri per fare lezione ad una studentessa di livello A1. Abbiamo fatto solo la prima parte, abbiamo visto il vocabolario inerente i sogni, il dormire e la camera da letto. Abbiamo letto la storia proposta e racontato i sogni che più ci erano rimasti impressi. A quel punto abbiamo lavorato sul concetto di "avere un sogno" inteso come progetto futuro o qualcosa che ci piacerebbe molto fare.

L'attività è stata molto apprezzata. Grazie tante per averla condivisa.
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